artista: mario de biasi
Mario De Biasi nato a Belluno nel 1923, deportato in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, inizia a fotografare a Norimberga nel 1944 con un' attrezzatura di fortuna rinvenuta tra le macerie della città. Rientrato in Italia, nel 1948 organizza la prima mostra personale. Nel 1953 entra a far parte della redazione di "Epoca", periodico per il quale realizza in più di trent'anni centinaia di copertine e innumerevoli reportage da tutto il mondo. La consacrazione della sua attività arriva nel 1956 con il servizio sulla rivolta popolare di Budapest, in cui si guadagnerà l'appellativo di "italiano pazzo".
In oltre cinquant'anni ha fotografato i principali avvenimenti nazionali e internazionali; con le sue immagini sono stati illustrati articoli, numeri speciali di riviste e oltre cento libri, che si aggiungono alle numerosissime mostre personali e collettive. I più importanti riconoscimenti per la sua lunga carriera giungono a partire dagli anni Settanta: tra questi l' Erich Salomon Preis a Colonia nel 1973, il premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 1982 e il premio alla carriera al Festival di Arles nel 1994. Nel 1975, 1976, 1977 è stato membro della giuria internazionale del World Press Photo di Amsterdam. Ha esposto nella mostra The Italian Metamorphosis 1943-1968 al Guggenheim Museum di New York e la sua foto Gli italiani si voltano è stata utilizzata come manifesto ufficiale della manifestazione. Nel 2003 è stato insignito del titolo di Maestro della Fotografia Italiana, massima onorificenza della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. Il 7 dicembre 2006, su proposta dell'Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi, il Comune di Milano gli conferisce l'Ambrogino d'oro. Gli piace che nelle sue note biografiche figuri ciò che di lui scrisse il suo grande amico Bruno Munari : " Ha fotografato rivoluzioni, uomini famosi, paesi sconosciuti. Ha fotografato vulcani in eruzione e distese bianche di neve al Polo a sessantacinque gradi sottozero. La macchina fotografica fa parte ormai della sua anatomia, come il naso e gli occhi". Quando non fotografa, disegna e colora.