artista: Andrea Morucchio
(Venezia nel 1967) Laureato in Scienze Politiche presso l'Università di Padova, inizia l'attività di fotografo nel 1989, realizzando alla metà degli anni '90 un importante ciclo di lavori legati alle permanenze a Cuba e in Nepal. Dalla fine degli anni '90 amplia la propria ricerca linguistica - sovente supportata da riflessioni di carattere politico-sociale - su diversi fronti, dalla scultura all'installazione, dal video alla fotografia, alla performance. Nel 1996, in collaborazione con C.Bianchin, partecipa alla collettiva Carnet presso la Fondazione Bevilacqua La Massa di Venezia e nel 2000 ha la sua prima personale, Dinamiche, a cura di A. Pagnes alla Galleria Rossella Junk di Venezia, dove presenta il nucleo iniziale della sua produzione plastica (Blade, Enlightements). Nel 2002 realizza l'installazione ambientale Percer-Voir presso i Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia e partecipa al progetto Gemine Muse, a cura di V. Baradel, al Museo Mocenigo di Venezia con l' audiovideo-installazione Le nostre idee vinceranno. L'anno seguente è artist in residence della Claudio Alcorso Foundation presso la Tasmanian School of Art di Hobart in Australia dove idea l'opera multimediale Eidetic Bush - scaturita dalla visione dei boschi incendiati della Tasmania, che presenta alla Plimsoll Gallery di Hobart nello stesso anno. Nel 2004 con l'installazione luminosa Pulse Red, il Globo d'Oro della Punta della Dogana viene fatto pulsare di luce rossa per diverse notti, trasformando lo storico punto di convoglio delle informazioni in simbolo del bombardamento informativo massmediale. Nel 2005 alla collettiva Hollywood alla Galleria Contemporaneo di Mestre presenta The main show, dove affronta il tema della spettacolarizzazione della religione cattolica in una sequenza di fotogrammi della Pietà canoviana in cui il Cristo morto è ripreso da diverse angolazioni con effetti cinetici. Sulla reinterpretazione formale dei gessi di Canova e dei punti di rèpere per la traduzione nel marmo, si impernia il progetto Emerging Code (2006), in cui scultura e fotografia interagiscono in un processo di astrazione della callimetria canoviana. Il lavoro viene presentato in due personali, alla Despard Gallery di Hobart e presso la Galleria Rossella Junk di Berlino nel 2006. Nello stesso anno partecipa alla collettiva Dis-orders, a cura di M. Baravalle alla Fondazione Bevilacqua La Masa e alla mostra Open Space (a cura di L. Facco, A. Zanchetta) al Centro Culturale Candiani di Mestre. Nel 2007 presenta l'installazione Laudes Regiae nell'ex convento dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca e nel 2008 partecipa alla rassegna Notturni Dannunziani ai Giardini del Vittoriale con la videoperformance Sri Yantra, in cui l'artista è ripreso mentre inspira ed espira secondo il ritmo di un mantra tibetano dalla polifonia disarticolata. Tra i video legati alle questioni sociali e politiche più urgenti: Sabato italiano, (2004), Talk Show (2005) e la video-audio proiezione Verso il Paese dei Fumi e delle Urla (per le celebrazioni del Giorno della Memoria a Venezia nel 2008). Nel 2008 ha avuto una personale al Centro Culturale Candiani dedicata al lavoro fotografico svolto a Cuba nel '95 (Cuba, un popolo una nazione). E' curatore di esposizioni e progetti artistici, tra cui PetroLogiche (2004), legato alla questione del Petrolchimico di Marghera, Mars Pavilion (2005) alla Serra dei Giardini di Castello e la collettiva Hollywood alla Galleria Contemporaneo (2005).